Due avvocati di Oria probabili eletti nel nuovo Consiglio dell’Ordine degli avvocati della provincia di Brindisi.
Lunedì, 8 Febbraio 2010
Manca poco alla fine dello scrutinio delle schede relative alle votazioni tenutesi nello scorso fine settimana per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine provinciale degli avvocati. Due i candidati presidenti in gara: Augusto Conte (uscente) e Francesco Silvestre.
Il Nuovo Quotidiano di Puglia di sabato scorso così scriveva: “Conte ha sfoggiato numeri e fatti di cui il consiglio distanza nei locali dell’Ordine, ha dato prova negli ultimi due anni. Memoria storica recentissima, a suo di formazione e sfide, trasparenza compresa. “La forza dei fatti”, è lo slogan che ha ritmato gli interventi successivi in linea con quello del presidente, che di fatto conta dalla sua il sostegno dell’Associazione italiana dei giovani avvocati presieduta da Domenico Attanasi, e quella della Camera Penale, presieduta da Giancarlo Camassa. Se è vero che entrambi gli organismi non hanno esibito indicazioni di voto lasciando libertà all’elettorato, è vero anche che i giovani in seno alla lista di Conte un candidato pubblicamente sostenuto in questa tornata (si tratta del 40enne brindisino Donato Cavalera che ha riportato ben 62 voti). Così come fra i penalisti cercano la riconferma in seno alla stessa lista almeno due avvocati, che contano il sostegno dei colleghi.
Fra i candidati alla carica di consigliere vi sono anche due oritani (o comunque legati ad Oria). Sono: Antonio Maurino e Pasquale Annicchiarico. Entrambi fanno parte della lista collegata al Presidente uscente e risultano fra i più suffragati avendo riportato rispettivamente 55 e 48 voti.
Lo stesso giornale parlava di una lettera a firma dell’avvocato Nicola Massari (Presidente del Consiglio Provinciale -della Provincia governata da Massimo Ferrarrese … per intenderci-) che avrebbe avvelenato il clima delle elezioni.
Così è scritto:
[La “favola” Tra conigli e faine pure il sesso. Il pretesto è un sogno, il contesto della lettera fiaba è un regno in cui gli avvocati sono conigli, governati da rappresentanti che una volta eletti “si trasformano in faina” Parte però il moto di ribellione, “ipotizzando di allestire una lista alternativa a quella delle faine”. Il capolista è “l’avvocato messere Gufo che anche fisicamente incute metus reverentialis”. Scende in campo e coadiuvato da “messere Gatto e messere Volpe”, s’impegna a comporre la lista. Ma non è facile, perchè i candidati sono tutti scartati: per questioni fisiche o persino per considerazioni sulle virtù e abitudini sessuali. Nel giorno delle elezioni la lista è tuttavia bianca, “e gli avvocati coniglio realizzarono di essere stati turlupinati”. A quel punto, Gufo, Gatto e Volpe “si tolsero la maschera”, “erano pure loro delle faine, avevano mangiato i veri avvocati fregando ancora una volta i fiduciosi avvocati-coniglio”
Spazio alla morale finale: “Mi sono svegliato e ho ringraziato Dio che ci ha fatto nascere avvocati-uomo, così possiamo decidere di batterci e scegliere di non essere (s)governati dalle faine”.]
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